A volte, la mattina, ci si sveglia stanchi e affaticati. Il problema non è solo quello di non aver riposato a sufficienza, neppure la qualità del nostro sonno è sempre così determinante…è il nostro corpo che ci manda chiari segnali, proviamo ad ascoltarlo.

La vita sedentaria è contro le regole del corpo che è sempre in movimento: basti ascoltare i battiti del cuore o il respiro involontario.

Per secoli la vita dell’essere umano non è stata facile, legata alla mera sopravvivenza; il movimento, lo scatto, l’utilizzo di tutti gli arti, tutto il corpo era uno strumento di vita.

Ora il nostro corpo non è realmente “abitato”, facciamo lavori che favoriscono la vista, l’udito, a volte il tatto ma, nella maggior parte dei casi, non il movimento.

Ed ecco per ore e ore il corpo resta fermo…anche nel nostro tempo libero…magari camminiamo e sì….ci sentiamo più attivi, ma questo può bastare?

Come possiamo recuperare il rapporto con il nostro corpo?
Sperimentando movimenti semplici e diversificati ogni giorno e inserendoci in percorsi di consapevolezza legati all’utilizzo del corpo.

Tanti sono i benefici del lavoro sul corpo ma al di là delle singole tecniche è indispensabile partire dall’ascolto, da ciò che crea benessere non nella forma ma nel sentire più profondo.

Solo così il corpo sarà attivo e felice, quando ci ascolteremo e partiremo dal piacere che il corpo può darci.

foto di Fabio Guarneri
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